Mostra dell’artista di Ploiesti, Stefan Ramniceanu, aperta fino al 27 aprile all’Istituto Culturale Romeno di Venezia

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A meno di un mese dalla sua celebrazione a Ploiesti, città natale dell’artista, l’opera di Stefan Ramniceanu – uno dei maggiori pittori della diaspora romena a Parigi – può essere ammirata fino al 27 aprile 2016 anche in Italia, all’Istituto Culturale Romeno di Venezia. L’evento è organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno. Nella Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, l’8 aprile ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “Corpo, muratura, tempo” del noto artista visuale Stefan Ramniceanu. La mostra include 15 lavori dell’artista, realizzati con tecniche varie, e i visitatori avranno anche la possibilità di seguire la proiezione del film “Muzeon: Stefan Ramniceanu” pre la regia di Laurentiu Damian. Durante l’evento in occasione dall’apertura della mostra, l’artista romeno è stato presentato dal professor Grigore Arbore Popescu, storico d’arte e Senior Researcher al Consiglio nazionale delle Ricerche/ISMAR di Venezia. Così, nel discorso “Stefan Ramniceanu e il tempo murato nel corpo”, il professor Grigore Arbore ha voluto sottolineare lo stile particolare dell’artista romeno di Prahova, nato a Ploiesti. “Un rappresentante brillante della nuova ondata che, dopo 1989, confluisce con energia nell’arte romena ed europea, dopo una lunga preparazione all’ombra dei propri atelier, confrontandosi con le problematiche tecnico-artistiche e umane della rappresentazione e dei significati dello sforzo creativo. Questo è Stefan Ramniceanu. Il suo accanimento nel superare i limiti espressivi di un solo genere e la sua naturale curiosità culturale, gli hanno permesso di identificare le modalità più adeguate per la configurazione plastica delle proprie idee in esperienze innovatrici, sotto l’aspetto ideale e lessicale, in tutte le discipline artistiche. In tutto quello che ha creato dopo 1990, dopo il momento del contatto sul posto, con quell’immenso e vulcanico atelier di elaborazione delle idee artistiche che è Parigi, Stefan Ramniceanu ha dimostrato di essere un artista di straordinaria versatilità tecnica, capace di convertire stili spettacolari e già conosciuti in espressioni proprie, con una carica emotiva ridefinita e un significato simbolico individuale. Questa destrezza ha le sue origini nel modo sui-generis di approcciare la superficie pittorica, vista da me fin dall’inizio della sua produzione artistica. Modo che non posso definire – adesso come allora, negli anni ’80 – se non “tecnica di strati sovrapposti e di significati stratificati”. La pittura del giovanissimo Ramniceanu era allora carnale, fatta da una materia pulsante, che s’imponeva come presenza in erba e non come forma statica, che metteva in evidenza la capacità di metamorfosi suggerendo così possibilità intrinseche di comunicazione, di un processo in evoluzione e non solo il segnale di uno stato. Da molto tempo Ramniceanu non è più solo un pittore o “artista visuale”, è un creatore poliedrico che ci offre una propria versione moderna dei travagli nati dallo sforzo di orientare il dialogo con sé all’interno del dialogo fra le arti, di ritrovarsi nel mezzo delle forme artistiche come fosse nel mezzo delle forme di base della vita.”, ha dichiarato Grigore Arbore Popescu.
Le sue considerazioni hanno descritto brevemente il luogo che occupa, in questo momento nel mondi degli artisti, Stefan Ramniceanu, nato il 15 agosto 1954 a Ploiesti. Oggi, l’artista vive e lavora tra Parigi e Bucarest. Si è formato negli anni ‘80 come uno dei rappresentanti della generazione che ha trasformato radicalmente l’arte sperimentale romena, per poi trasferirsi a Parigi dove, grazie agli oltre 20 anni di attività, è un artista molto apprezzato e capace di imporsi, dicendo la sua. Oggi, molte delle sue opere si trovano in importanti collezioni private, e l’esilio gli ha dato il diritto di creare e di essere libero. È tornato trionfante nel paese natale, stupendo con le sue creazioni il mondo degli amanti dell’arte romena, grazie all’esposizione al Palazzo Brancovenesc di Mogosoaia, intitolata “Urme”.
Va menzionato poi il fatto che l’opera di Stefan Ramniceanu è stata celebrata recentemente anche nella località natale, Ploiesti. Concretamente, il 24 marzo 2016 ha avuto luogo, presso il Museo Provinciale di Arte Prahova “Ion Ionescu-Quintus”, la presentazione dell’album “URME” realizzato dopo la mostra con lo stesso nome, e del film “MUZEON — Stefan Ramniceanu”, per la regia di Laurentiu Damian.
Per quanto riguarda la mostra in Italia, sarà aperta fino al 27 aprile2016, dalle ore 16.00 alle 19.00, negli spazi della nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Venezia, Cannaregio 2215 – 30121 Venezia, e l’ingresso è libero.

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