L’immigrazione italiana in Francia nella mostra AD VITAM di Sophie Zénon

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La mostra AD VITAM dell’artista francese Sophie Zénon propone al pubblico un dialogo tra due serie dell’artista: Le mummie di Palermo, 2008 (della serie “In Case We Die”/“Daca murim”) e Uomo-paesaggio (Alexandre), 2015 (della serie “Arborescente”). La mostra AD VITAM, ospitata dalla Galleria Jecza di Timisoara, rimarrà aperta fino al 15 maggio 2016.
La seria delle mummie delle catacombe di Palermo/Italia è emblematica nell’approccio dell’artista alla perdita delle persone care, alla nostra relazione con il corpo dopo la morte e con gli antenati. L’artista si è avvicinata all’immagine delle mummie con infinita delicatezza, come immagini dai movimenti incerti, in una sorta di danza tra sparizione e presenza, che trasgredisce delicatamente il confine tra vita e morte. Nella sua nuova serie, “Arborescente”, Sophie Zénon continua l’indagine sulla sparizione e si concentra sui propri fantasmi interni. “Arborescente” è una rivisitazione della sua storia di famiglia – legata intimamente all’immigrazione italiana in Francia nel periodo tra le due guerre mondiali – un’evocazione poetica dell’esilio, dell’identità, della perdita del luogo al quale sei legato per nascita, attraverso la vita vissuta.
In questa prima parte, dedicata a suo padre, il corpo si trasforma in paesaggio, e il paesaggio in corpo, diventando un luogo di passaggio e non più solo un’identità, un universo in interazione con uno spazio e un territorio.
Il filo rosso che lega le Mummie di Palermo e l’Uomo-paesaggio è rappresentato dalla memoria e dal modo in cui la perdita può essere trasgredita. Sono perlustrate, a vicenda, fotografie, elementi dell’archivio di famiglia installati nel paesaggio e video. L’impianto, ricreato in loco, agisce allo stesso tempo come un strumento di rinascita dei ricordi e come un artefatto.

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