Il progetto di legge sull’imposta di pagamento adottato dalla plenaria della Camera dei Deputati ma criticato dai banchieri

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La plenaria della Camera dei Deputati ha adottato le modifiche al progetto di legge sull’imposta di pagamento, a seguito della richiesta di riesame proposta dal presidente Klaus Iohannis, con 207 voti “a favore”, uno contro e un’astensione. La legge sull’imposta di pagamento stipula che le persone con prestiti per la casa possono cedere i beni ipotecati alle banche se sono in grado di saldare le tasse di prestito.
La gran parte dei gruppi parlamentari si sono dichiarati d’accordo con questo progetto, che è stato modificato su richiesta del capo dello stato.
Le modifiche più importanti riguardano l’eliminazione dal progetto di legge sull’imposta di pagamento del programma “Prima Casa” e l’aumento del tetto per i prestiti personali con un’ipoteca di 250.000 euro. Un’altra modifica prevede l’applicazione della legge anche nel caso delle persone sottoposte all’esecuzione forzata.
Secondo il progetto, non potrà beneficiare delle disposizioni chi sia stato condannato con sentenza definitiva per reati connessi al prestito per cui si richieda l’applicazione della legge. “Tra i principi che fin dall’inizio hanno determinato il PSD a stare dalla parte di questa legge, c’è la certezza che il programma governativo “Prima Casa” non subirà cambiamenti.
È comparsa la necessità di ridurre quel tetto, non sono molto d’accordo con l’affermazione che il tetto è discriminatorio. Un tetto di 250.000 euro rappresenta la maggioranza dei casi che potrebbero sottoscrivere una caratteristica sociale. Un altro principio è che questo progetto sarà applicato solo per gli immobili a carattere abitativo e per una solo abitazione”, ha dichiarato durante il dibattito il deputato PSD, Marian Neacsu.
A sua volta, il leader dei deputati liberali, Eugen Nicolaescu, ha menzionato che il PNL voterà questo progetto perché è una delle “leggi più attese dalla società romena”.
“Credo che il Parlamento abbia trovato una formula, capace di creare equilibrio tra il cittadino, nella sua qualità di prestatario, e il sistema bancario, nella sua qualità di finanziatore di molte attività della società romena. È una cosa importante, il cittadino è messo in evidenza, è rispettato, è trattato con dignità. La condivisione del rischio tra i due partner è, credo, una prima in Romania”, ha affermato Nicolaescu.
Anche il rappresentante del gruppo delle minoranze, Dragos Zosopol, ha annunciato che il suo gruppo voterà per questo progetto, “perché porta sotto i riflettori ancora una volta un problema fondamentale – la coesione sociale”.
Il leader del gruppo UDMR, Mate Andras, ha dichiarato che i parlamentari dell’Unione sostengono questo progetto, sebbene risolva solo una parte di queste “situazioni infelici”.
Anche i parlamentari dell’ALDE hanno votato il progetto di legge, ha annunciato il loro deputato Cornelia Negrut, che l’ha definita “una legge buona per tutti i romeni”.
Il progetto è stato adottato dal Senato, sebbene la Camera dei Deputati sia stata il foro decisionale in questo caso.

I rappresentanti delle banche hanno contestato

I rappresentanti delle banche della Romania sostengono di aver preso atto dell’approvazione della Legge riguardo l’imposta di pagamento dal Parlamento, e avvertono dell’impatto negativo che avrà sull’economia, chiedendo alle istituzioni autorizzate di notificare alla Corte Costituzionale la violazione del diritto di proprietà e il suo carattere retroattivo.
“L’Associazione Romena delle Banche (ARB) ha preso atto del voto del Parlamento riguardo l’approvazione della legge sull’imposta di pagamento. La comunità bancaria considera che la legge sull’imposta di pagamento avrà un impatto negativo sulla stabilità finanziaria, come è stata valutata la prima volta dalla Banca Nazionale della Romania, poiché identifica un rischio sistemico e severo, determinato dal quadro legislativo incerto e imprevedibile nel settore finanziario bancario” si legge nel comunicato dell’ARB.
L’Associazione menziona che messaggi simili sono stati trasmessi anche dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, ecc.
A sua volta, il Consiglio dei Patronati Bancari della Romania chiede “con tutta la responsabilità” alle istituzioni autorizzate di esercitare le loro prerogative e notificare alla Corte Costituzionale della Romania questa Legge, per verificarne appunto la costituzionalità.
I rappresentanti delle banche sottolineano come tutti questi aspetti di non costituzionalità, notificate ripetutamente dalla comunità bancaria e dalle istituzioni menzionate, sono stati ignorati dal Parlamento della Romania.

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