Rivelazioni dal dossier Colectiv: vittime contaminate da infezioni ospedaliere mortali

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I dossier di 13 persone che sono morte a causa dell’incendio del Colectiv sono state fatte pubbliche e mostrano quali batteri abbiano infettato i giovani che sono andati in ospedale. I documenti sono stati consegnati ai giornalisti da parte di alcuni medici degli ospedali Sf. Pantelimon, Spitalul de Arsi, Spitalul Municipal de Urgenta e Sf. Ioan. I dati sono stati pubblicati dai giornalisti Mirela Neag e Catalin Tolontan sul blog Tolo.ro.
In sostanza, questi dossier dimostrano come la maggior parte dei pazienti sia deceduta in stato di setticemia, tanto in Romania quanto all’estero, dove sono arrivati tardi, secondo alcuni dei genitori. Questa idea è sostenuta anche del direttore dell’ospedale di Bruxelles, Serge Jennes.
Dai documenti risulta che uno dei pazienti avesse “le ferite al viso e sulle orecchie infettate da acinetobacter e klebsiella”; per un secondo paziente si precisa che “le ferite su tutto il corpo erano contaminate e infettate da quattro batteri ospedalieri: pseudomonas, providencia spp, acinetobacter e klebsiella pneumoniae. Due batteri avevano resistenza totale, anche alla colistina”.
E c’è ancora il caso di un altro giovane nelle cui ferite e nel cui sangue è stato trovato il maggior numero di batteri, sette in totale: acinetobacter, s. saureus, pseudomonas aeruginosa, providencia stuartii, e. coli, stafilococco coag., klebsiella pneumoniae.
Per quanto riguarda il paziente numero quattro, “a cinque giorni dal ricovero in ospedale, gli sono stati riscontrati con tre batteri mortali nelle ferite: e. clacae, pseudomonas spp e acinetobacter”.
Quanto al paziente numero cinque, “il 5 novembre aveva nelle ferite il batterio pseudomonas spp e dopo quattro giorni sono stati trovati altri tre batteri: klebsiella, p. stuartii e acinetobacter”, continuano i giornalisti.
Nel dossier del paziente numero sei, i terzo giorno, gli esami hanno rilevato pseudomonas spp nelle ustioni, mentre il settimo giorno sono comparsi acinetobacter e piocianic.
Nel dossier del paziente numero sette si mostra come “il 4 novembre è stato scoperto il batterio pseudomonas spp nelle secrezioni tracheali. Il giorno dopo, la ferita sul piede destro era contaminata con ap. providae stuartii”.
Il paziente otto, “la vittima era già contaminata il 4 novembre con pseudomonas spp nella ferita sulla scapola e piocianic nelle secrezioni tracheali”, si legge sul blog.
A quattro giorni dalla tragedia del Colectiv, il paziente numero nove aveva le vie respiratorie contaminate con acinetobacter. Il 2 novembre, il paziente numero dieci “aveva già nelle ferite sulle mani acinetobacter, e nei giorni successivi è stato contaminato anche da pseudomonas spp”.
Al paziente numero 11 è stato riscontrato “pseudomonas spp già dal primo giorno, campione prelevato dalla punta del catetere”.
La vittima del Colectiv che compare nel materiale come il paziente numero 12 è stata contaminata “con MRSA, una nuova forma del Staphylococcus aureus, resistente agli antibiotici”.
Nel caso del paziente 13, “gli esami hanno evidenziato acinetobacter nelle ferite sulle mani”, stando ai documenti citati dai giornalisti.
“Un paziente è stato contaminato da una forma di acinetobacter resistente a qualsiasi antibiotico esistente, anche al Colistin. Questo è praticamente fuori dal mondo”, ha dichiarato un medico dell’Ospedale degli Ustionati.
Mentre i giornalisti sono riusciti a ottenere questi dossier, numerosi parenti delle vittime denunciano il fatto di non aver avuto la possibilità di consultare i dossier in questione.
I medici che hanno consegnato i 13 dossier ai giornalisti sostengono che questi ragazzi non siano i soli morti a causa delle infezioni.
64 persone sono morte a causa dell’incendio nel club Colectiv, di cui 27 hanno perso la vita nella tragica notte del 30 ottobre.

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