Incontro con la poetessa Ana Blandiana all’Ateneo Veneto di Venezia

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L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con l’Associazione “La Settima Stanza” ha organizzato presso l’Ateneo Veneto di Venezia, Sala Tommaseo, l’incontro con la poetessa Ana Blandiana e il traduttore Mauro Barindi, seguito da una lettura di poesia sostenuta da Maria Grazia Sterlocchi e Laura Guadagnin, membri dell’associazione “La Settima Stanza”.
Il pubblico italiano ha potuto conoscere l’opera di Ana Blandiana, grazie alle traduzioni pubblicate nella penisola finora: “Un tempo gli alberi avevano occhi”, poesia (Donzelli 2004), “Progetti per il passato”, prosa fantastica (Anfora 2008), “Il mondo sillaba per sillaba”, prosa di viaggio (Saecula Edzioni 2012) e “La mia patria A4”, (Aracne 2015). Per la sua opera e attività, la poetessa è stata premiata in Italia con i premi Acerbi e Camaiore, nel 2005 e con il premio Città dell’Aquila, nel 2007. L’ultimo libro, intitolato in traduzione “La mia Patria A4” (Aracne 2015) è stato tradotto da Mauro Barindi e accompagnato da una prefazione firmata da Dan Octavian Cepraga.
Nelle pagine della rivista “Orizzonti culturali italo-romeni” la poetessa parla ai lettori del titolo del libro recentemente pubblicato in Romania e Italia, Patria mea A4: la sua patria è “il foglio di carta (nel suo formato standard, A4), che ha di fronte quando scrive. Questa è la sua patria, una patria forgiata di carta, semplice ma universale, forse banale nella sua materialità candida, ma infinitamente spirituale grazie a quello che può contenere. È la patria che Ana Blandiana definisce nel titolo della poesia che chiude il volume, “Patria dell’inquietudine”: non è uno spazio simile ad una torre d’avorio in cui isolarsi, ma uno spazio dove la poetessa indaga e approfondisce le inquietudini, le angosce, la bruttezza, come anche la bellezza del mondo esterno, a pochi metri da lei, al di là dei confini della scrivania (…). Questo nuovo libretto, come ha dichiarato la stessa Ana Blandiana, porta anche un cambiamento di stile; in questi testi, la poetessa ha un approccio diverso (e si chiede curiosa, quale sarà la reazione del pubblico e della stampa): “è una Ana Blandiana che si misura più strettamente con la realtà, rapportandosi ai due punti chiave del volume: da una parte la divinità (…), d’altra parte la natura nelle sue varie forme (…). Il divino e il naturale s’intrecciano con la metafisica e con il simbolico in dosi di eleganza poetica, ben calibrata e ponderata, dando vita, in un linguaggio attuale, semplice e diretto, a composizioni di pura brillantezza, piene di significati e dall’espressività affascinante”.

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