Viaggio in mare

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Non tutti partono verso ovest. Un giovane disoccupato italiano può trovare lavoro in Romania. O almeno sperare che una simile proposta non sarà solo un imbroglio. Anche se il nuovo paese non è proprio il posto giusto per la vita che aspetta. Il regista Adriano Valerio ha scelto di partire col suo personaggio da Bari verso il Banat, regione dell`ovest romeno. Più che di un esilio si tratta di un romanzo di formazione. Come Wilhelm Meister, Ivo parte per capire il mondo e se stesso. Ha ancora l`entusiasmo dell`agronomo capace di amare le mele più quanto gli uomini. E la nobile spensieratezza dell`innamorato per cui non conta che l`amata sia già incinta con un altro. Clara è più realistica, sa che bisogna ritornare. Ma anche lei, che si occupa di barche, ama la mitologia del mare. L`amore sboccia lontano da casa, in una campagna un po` troppo grigia, in una civilà di periferia un po` ridicola, ma non priva di tenerezza. Ion, il propietario dell`azienda, ha nel film il passato di Helmuth Duckadam, il calciatore cresciuto proprio in questa regione, con la carriera spezzata poco dopo la grande vittoria di Siviglia con la sua squadra Steaua, quando i quattro rigori parati da lui furono decisivi per il più grande trionfo del calcio romeno. Si parlò allora di una vendetta del figlio dell dittatore comunista del paese, anche se Duckadam smentì questa versione dei fatti. Ma per un viaggiatore simili storie sono un modo privilegiato di conoscere i luoghi di passaggio, dove non riuscirà mai a fermarsi. Tutto questo viaggio sembra fatto con le barche in mare. Alla fine si ritorna, ma l`anima è nel frattempo cambiata. Senza amore un simile viaggio sarebbe come una nave finita in secca. E `Banat` è prima di tutto un sensibile film d`amore.

Cătălin Bogdan

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