L’italiano che ha fondato il movimento Slow Food è arrivato in Romania e ha offerto una lezione di morale sui prodotti tradizionali: “Perché dormite così tranquilli e incuranti su una miniera d’oro?”

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Sebbene i prodotti gastronomici romeni attraversino un periodo non proprio roseo a causa delle innumerevoli controversie che li riguardano, un italiano, arrivato di recente in Romania, li ha lodati. E non in qualsiasi modo ma con veemenza, dimostrando quanto egli creda nel potenziale di questo paese. Tuttavia, Carlo Petrini, che ha fondato il movimento Slow Food nel 1989, con membri in oltre 160 paesi, ha voluto attirare l’attenzione sul fatto che il gusto locale è in via di sparizione, e che i romeni non promuovono i loro prodotti come questi ultimi meriterebbero.
L’italiano, che ha preso parte a incontri con personalità ufficiali e anche con il pubblico, sul tema dei gusti in via di sparizione, ha dichiarato che il patrimonio alimentare è essenziale per qualsiasi cultura, e ai nostri giorni lo stiamo perdendo a causa dell’industria alimentare. In tutto il mondo l’agricoltura è un disastro, ha sostenuto lo specialista, che porta avanti la sua missione di prevenire la sparizione dei patrimoni alimentari locali.
“Il cibo è un linguaggio, ciascuno ha una relazione intima con il cibo in base ai gusti con cui è cresciuto”, ha dichiarato Petrini.

“Le cose, e soprattutto il cibo, non hanno più valore. Conta solo il prezzo!”

Nell’opinione di Petrini, le colonne portanti che mantengono vivo il patrimonio di un paese sono, da una parte, l’educazione, l’informazione e il sapere, d’altra parte, la promozione dei mercati contadini, accorciare la catena di distribuzione, la vendita diretta. “Nella grande economia, i soldi contano, la gente non più. (…) Dobbiamo cambiare il paradigma di questa economia che uccide”; ha affermato Carlo Petrini, che sostiene la ricostruzione dell’agricoltura locale.
“Le cose, e soprattutto il cibo, non hanno più valore. Non solo qui, in tutto il mondo. Conta solo il prezzo! Ma c’è una differenza capitale tra il valore e il prezzo. Nessuno si concentra sul valore. Al di là di una cipolla o di un barattolo di miele che costa una certa somma, si tratta dei territori, dell’ambiente, delle persone, del savoire faire, del patrimonio conservato e trasmesso alle generazioni future. Questo è il valore! Avete il valore e non sapete valorizzarlo! Solo così potete convincere i contadini a restare là dove sono, a fare ciò che sanno fare meglio. Devono essere sostenuti, promossi. Dovete imparare di nuovo a mangiare romeno, ad essere fieri di ciascun prodotto coretto che avete. Bisogna fare educazione in scuole, a livello governativo, a livello di società civile. Dovete ricostituire questo tessuto che fa parte di voi! Voi potete essere più Slow Food che molti altri, ma non ve ne importa. Altri lottano per questo fino alla fine”,
“Sono da ieri in Romania e sono stato invitato da amici in 2 ristoranti di Bucarest, dove ho mangiato francese e italiano. Perché? Perché per la collazione di questo hotel in cui ci troviamo, in Romania, non ci sono prodotti e piatti romeni? Perché avete solo 3 prodotti protetti e promossi a livello Europeo, quando avere migliaia di ettari non contaminati, di alto valore naturale, contadini e piccoli produttori che si ostinano a lottare per il prodotto romeno? Perché dormite così tranquilli e incuranti su una miniera d’oro?”, sono state le parole dure ma piene di verità di Petrini.

“Ciò che avete qui non esiste più da molto tempo nella mia Italia”

Lo specialista di slow food ha sostenuto che i romeni dovrebbero costruire dal basso all’alto, dalla base, dalla terra.
“La Romania può vantare un grand numero di zone d’alto valore naturale, non contaminate. Quanto l’intera Svizzera. Quanto buona parte d’Italia. Ciò che avete voi, non esiste più da molto tempo nella mia Italia. Ma noi non cediamo a nessuno prezzo e difendiamo, e promuoviamo e siamo fieri di quello che abbiamo. Voi perché dormite? Avete dei prodotti straordinari, Slow Food di qualità, tecniche di conservazione in salamoia e fumo specifiche, avete cipolla e formaggio e grappa di prugne e miele. Avete contadini che devono essere aiutati a sopravvivere, a capire che devono essere fieri di ciò che fanno. È la vostra eredità e il patrimonio di cui dovete prendervi cura. I prodotti e i produttori devono essere i primi sulla lista di coloro di cui vi preoccupate. Poi, come priorità dovrebbero esserci le zone e poi l’infrastruttura. Cari miei, fate strade invano che non porteranno da nessuna parte… Partite dal basso! Tutto si costruisce dal basso verso l’alto. Non date la colpa alla politica e ai politici, non aspettate fondi europei. Costruite dal basso verso l’alto. Siatene fieri!”, ha dichiarato Petrini che è stato applaudito con molto entusiasmo.
“Mi trovo in un giro Slow Food nei paesi dei Balcani. Più giro più scopro che i problemi non sono le zone in senso generale, ma la mancanza di valore e rispetto delle comunità per quello che hanno o hanno ereditato. Parliamo di prodotti? Ce ne sono, ne avete certamente. Avete gente che li produce da centinaia di anni. Ma se voi, romeni, non credete in loro, non li promuovete, non li comprate, non siete fieri di loro, tutto è invano. In Romania, molti prodotti romeni di cui potreste essere fieri, non appartengono ai romeni. Dedicatevi ai contadini e ai loro prodotti! Ho fatto un giro con un cane per Bucarest alla ricerca di mercati con specifico romeno, sono stato in ristoranti e non vi ho trovato romeni!”, ha sostenuto lo specialista.
Con un’esperienza di oltre 20 anni nel recupero dei territori e nel ridare loro valore, Carlo Petrini e tutti coloro che sostengono il movimento Slow Food sono stati considerati nostalgici e idealisti, “La poesia salverà il mondo”, risponde Petrini scherzando.

“Quando parliamo di cibo, parliamo di storia, parliamo della nostra anima”

Secondo un rapporto dell’associazione EcoRuralis che sostiene i piccoli contadini e l’agricoltura tradizionale, la Romania rurale copriva, nell’anno 2011, l’87,1% del paese e includeva il 47,2% della popolazione. Il rapporto “Land grabbing in Romania. Fact finding mission report” del 2015 mostra come in Romania ci sia il 31,5% delle aziende contadine dell’Unione Europea, rispetto al 13,2% dell’Irlanda, 12,3% della Polonia e l’8,1% della Spagna.
Secondo il rapporto che cita l’Istituto Nazionale di Statistica, tra 2002 e 2010, 150.000 aziende piccole sono sparite in Romania, mentre le grandi società agricole sono cresciute del 3%. Se in Romania la cooperativa agricola ha una cattiva reputazione, in Italia, le cooperative hanno un passato glorioso e hanno rappresentato la vittoria dei poveri che così si sono emancipati.
“Quando parliamo di cibo, parliamo di storia, parliamo della nostra anima”, dichiara Petrini, che continua la lotta di resistenza contro le catene dei supermarket e fast-food, con cui ha dato inizio al movimento Slow Food nel mondo.
Come organizzazione internazionale non-profit, “Slow-Food” ha più di 1.000 gruppi e 80.000 membri in oltre 100 paesi. L’organizzazione sostiene la biodiversità dell’alimentazione, promuove l’educazione dei gusti e mette i consumatori in connessione con i produttori di alimenti, attraverso una serie di eventi e iniziative. Il presidente Carlo Petrini è una personalità riconosciuta nel mondo intero per la sua lotta instancabile contro la produzione alimentare di tipo industriale e per il sostegno degli alimenti naturali delle zone rurali. La fondazione che dirige ha condotto la battaglia più importante con la Politica Agricola Comune (Pac) della UE, e ha ottenuto recentemente una vittoria importante: il sostegno finanziario, non solo per le grandi imprese ma anche per le piccole aziende contadine.

Dana Purgaru

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