La sorte di Kovesi alla DNA, nelle mani del presidente Iohannis

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La sezione dei procuratori del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha accettato all’unanimità la nomina di Laura Codruta Kovesi per un nuovo mandato alla direzione della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), su proposta del ministro della Giustizia. In seguito, Raluca Pruna ha trasmesso al presidente Iohannis la lettera attraverso cui ha proposto di rinominare Kovesi nella carica di capo procuratore della DNA.
Il mandato è per un periodo di 3 anni.
L’avviso è stato dato all’unanimità dalla sezione dei procuratori del CSM, dopo che la Kovesi ha presentato il progetto di management e ha risposto alla domande che le sono state rivolte.
Il ministro della Giustizia, Raluca Pruna, ha dichiarato al termine dalla seduta del CSM che il risultato era “atteso”.
“Io credo c’era da aspettarsi il risultato del voto e, a titolo personale, sono molto felice che la Sezione per i procuratori abbia accolto all’unanimità questa proposta di rinomina, quindi credo abbiamo tutte le premesse per credere che la DNA continuerà il buon lavoro che ha iniziato da qualche anno”, ha dichiarato il ministro Raluca Pruna.
Durante riunione, il ministro ha dichiarato di aver avanzato la proposta di reinvestimento di Kovesi alla DNA a partire dai risultati “assolutamente notevoli” raggiunto dal Dipartimento Anticorruzione sotto la sua gestione e dalla fiducia del pubblico in questa istituzione, affermando che nessun ministro aveva un’altra opzione “razionale e di buon senso”, se non ricompensare questa prestazione.
Al CSM, Laura Codruta Kovesi ha dichiarato come la prevenzione debba avere un ruolo importante nello sradicamento della corruzione.
“Per quanto riguarda le politiche di prevenzione, abbiamo partecipato attivamente all’implementazione delle misure disposte nella Strategia Nazionale Anticorruzione 2012-2015, e inoltre abbiamo avanzato proposte per la nuova strategia, che è ora in dibattito pubblico (…) È estremamente importante che il fenomeno della corruzione sia sradicato non solo con la repressione ma anche tramite la prevenzione”, ha dichiarato Kovesi.
Il capo procuratore inoltre ha affermato che nel suo mandato di tre anni, il numero di imputati mandati in giudizio è cresciuto costantemente e nel caso dei dignitari anche di 6 volte, sebbene si chiedano 24 approvazioni per indagare i parlamentari.
Inoltre, ha precisato che la somma indisponibile nel caso delle misure assicurative arriva a mezzo miliardo di euro.
Per quanto riguarda il rischio di prescrizione dei reati, Kovesi ha dichiarato che nel presente “non abbiamo inchieste penali sottoposte a tale rischio”, perché sono monitorati attentamente i casi più vecchi, che hanno più di un anno dalla loro apertura.
D’altra parte, il capo procuratore della DNA ha ricordato che la fiducia della popolazione nella DNA è cresciuta negli ultimi tre anni, dal 40% ad oltre il 61%.

by Dana Purgaru

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