Il progetto “RePatriot” presentato durante la riunione “Romanian Business Leaders – RBL”

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* Daniel Robu, l’unico romeno della prestigiosa Accademia Nazionale dei sarti d’Italia, presente all’evento

 

Il progetto “RePatriot” è entrato in una nuova tappa, sostenuto e presentato durante la riunione  “Romanian Business Leaders – RBL” (I Leader degli Affari della Romania – ndr). L’evento, che ha avuto luogo all’inizio del mese di marzo a Bucarest, ha beneficiato dalla partecipazione di un solo membro della diaspora, Daniel Robu, in qualità di imprenditore romeno all’estero.

“RePatriot” è nato un anno fa, durante una sessione di lavoro per nuovi progetti della stessa organizzazione, la RBL. I partecipanti al progetto sono, per la maggior parte, imprenditori, professionisti di PR & Marketing, investitori. Tra loro inevitabilmente appaiono, come invitati o partecipanti, ministri, uomini politici o rappresentanti dello stato. Questi ultimi, in linea di principio, partecipano esclusivamente agli atelier ai cui sono stati invitati, meno alle sessioni di progetti. L’intento del progetto è stimolare gli investimenti degli immigrati nel loro paese. Lo scopo è quello di spingerli a tornare in patria, portando con sé, tanto nuove risorse finanziarie, quanto know-how, cioè esperienza professionale e sociale.

Finora, “RePatriot” ha organizzato una serie di incontri in molte comunità romene d’Europa. Sono stati accolti con sospetto, diffidenza e anche con una certa ostilità.

Gli organizzatori hanno dichiarato sempre che l’intera azione è realizzata con risorse proprie, senza beneficiare di fondi di stato o europei, aspetto assolutamente incredibile se prendiamo in considerazione due aspetti. Il primo riguarda il numero degli sponsor dell’evento RLB, oltre 100 tra cui più di 70 a sostegno diretto della categoria di azioni intitolata “Progetti RLB”. Inoltre, la gran parte degli sponsor sono di calibro significativo, appartenendo all’industria bancaria, delle comunicazioni, del management e trasporti.

Il secondo aspetto è legato alla natura degli organizzatori: la gran parte di loro detengono posizioni economiche forti, essendo proprietari o importanti manager d’affari. Al di là della speculazioni e della diffidenza, esiste la reale possibilità che il progetto si sviluppi, appunto, grazie a risorse non governative. Qualsiasi strategia di promozione del progetto, per quanto aggressiva o inopportuna possa apparire all’estero, è esclusivamente legata alla visione degli organizzatori. “In questo momento, conosciamo solo un caso di romeno tornato «a casa» con il sostegno RePatriot. Sostegno morale e d’informazioni, in nessun caso finanziario.

È importante chiarire questo aspetto: il progetto non si intende finanziare il ritorno dei nostri connazionali in Romania ma sostenerli perché investano i propri capitali nel paese natale. E tale sostegno che può svolgersi in più modalità, dalle informazioni burocratiche fino a suggerimenti su come approcciare le istituzioni locali, in modo da evitare il fallimento nei primi due mesi a causa dei controlli” scrive Gazetaromaneasca.com.

“In teoria potrebbe essere un aiuto estremamente utile, ma in pratica ci sono alcuni aspetti che non sono stati chiariti abbastanza. Tra questi, ad esempio, come si può proteggere l’investitore dagli attacchi dei baroni locali, che non cederanno volontariamente una parte del mercato? È vero che a seguito dei calcolo risulta che la diaspora romena avrebbe come potenziale di investimento qualche miliardo di euro, ma è altrettanto vero che i romeni emigrati, spesso partono per delusione e nel frattempo le condizioni non sono cambiate. Quindi sembra che la missione di quelli di RePatriot sia estremamente difficile”, scrive la fonte citata.

 

 

“Per la Romania, la diaspora è un tesoro che bisogna valorizzare”

 

“Un paese si definisce attraverso le sue persone di spicco. La Romania ha milioni di persone – molte di loro ottimi specialisti – che vivono all’estero. Altri partono ogni anno. Per la Romania, la diaspora è un tesoro che bisogna valorizzare”, si legge nella presentazione del panel di lavoro RePatriot, del RLB 2016.

 

Inizialmente la sessione ha inteso comprendere quale sia lo stato d’anima dei romeni della Diaspora, le loro aspettative e quali ragioni li tengano lontano dal paese d’origine. Nella squadra del panel mancava un elemento importante: Dan Stoenescu, ministro delegato per le Relazioni con i Romeni all’Estero. Quest’ultimo si trovava a Roma e, malgrado il protocollo, il ministero non ha mandato nessun altro in sua vece, secondo Gazetaromaneasca.com.

L’unico partecipante veramente legato alla diaspora è stato Daniel Robu. Imprenditore nella Penisola, Daniel Robu è anche l’unico romeno membro della prestigiosa Accademia Nazionale dei Sarti d’Italia. È maestro sarto, ha costruito la sua attività con tanta fatica e ora le sue creazioni godono dell’apprezzamento di uomini d’affari, celebrità e professionisti d’Europa, America ed Emirati Arabi. Così la sua presenza era l’unica in grado di offrire una risposta pertinente e soprattutto competente alle domande iniziali.

La base del progetto “RePatriot” è costituita da volontari, e il suo punto forte è l’intento di aiutare moralmente e con informazioni i romeni che desiderino uscire dalla diaspora e tornare a casa. Per capire meglio i bisogni, l’atteggiamento e la posizione degli immigrati romeni, il progetto mette a disposizione un questionario online, che si può trovare all’indirizzo: ro/studiu.

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