Rapporto CE: la Romania ha beneficiato di una crescita economica significativa, ma ci sono ancora dei rischi

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La rappresentanza della Commissione Europea a Bucarest, in collaborazione con il Ministero delle Finanze Pubbliche, durante una conferenza ha presentato “Il rapporto sul Paese all’interno del Semestre Europeo” realizzato dalla Commissione Europea.

Alcune delle conclusioni principali del Rapporto presentato dalla Commissione Europea mostra che: la crescita economica è stata significativa negli ultimi tre anni, allargando progressivamente la base; le finanze pubbliche sono state stabili nel 2015, ma si prevede un loro deteriorare legato all’aumento delle spese e alla riduzione dell’IVA e di altre tasse; i rischi generati dalle iniziative legislative nazionali, che minacciano la stabilità del settore finanziario, sono cresciute; l’efficacia e l’efficienza dell’amministrazione pubblica sono limitate e l’ambiente d’affari è migliorato di poco; le zone rurali si confrontano con provocazioni specifiche come l’utilizzo deficitario del capitale umano e l’esistenza di “isole” di povertà e d’esclusione sociale profondamente radicate.

Il rapporto ha mostrato che “l’Agenzia Nazionale per Occupare la Forza Lavoro non offre ancora servizi adattati e personalizzati, né a coloro che cercano un posto di lavoro né ai dipendenti che hanno già un lavoro”.

“Notiamo tutti la crescita economica registrata dalla Romania negli ultimi anni. Abbiamo a che fare con una situazione paradossale: la Romania si trova nella top della crescita nell’Unione Europea ma allo stesso tempo è anche nella top della povertà. Questo significa che il modello di crescita non lavora nel beneficio dei cittadini. La Commissione Europea vuole assicurarsi che l’evoluzione economica della Romania sia equilibrata, come un modello di competitività basato sulla qualità e sull’innovamento, e non sui costi risolti con la forza lavoro”, ha dichiarato il capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Romania, la signora Angela Filote, nell’apertura della conferenza.

“In Romania, la crescita economica è sostenibile e si basa sugli investimenti”, ha dichiarato il ministro delle Finanze Pubbliche, Anca Dragu, e ha precisato che “abbiamo bisogno di continuare le riforme strutturali”.

D’altra parte, Valentin Lazea, l’economista-capo della Banca Nazionale della Romania ha spiegato come un elemento positivo la crescita della ricchezza della popolazione ma che, allo stesso tempo, si assire anche alla “crescita della disuguaglianza” .

“Abbiamo la più grande disuguaglianza dell’Unione Europea”, ha dichiarato.

Quest’ultimo ha anche sottolineato come l’unico vantaggio che gli investitori stranieri cercano in Romania sia il costo basso della manodopera. Lazea ha infatti spiegato che, rispetto ai paesi vicini, la Romania non offre infrastruttura o opportunità di ricerca-sviluppo, e nemmeno prevedibilità, e che l’unico “atout” valorizzato dagli investitori sono i salari bassi che i lavoratori accettano. Sullo stesso argomento, Dragos Pislaru, consigliere di stato presso la Cancelleria del Primo Ministro, ha mostrato che in Romania ci sono “disuguaglianze flagranti e povertà maggiore” e che “i soldi non arrivano a chi ne ha bisogno”. Pislaru ha sottolineato il fatto che il Governo prepari un pacchetto antipovertà per risolvere questo problema.

 

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