La festa delle romene in Italia

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L’Associazione dei Romeni in Italia (ARI), in collaborazione con l’Associazione Pro Familia, l’Associazione Iniziativa Ecologista Europea, il Consiglio Regionale Arges e il Centro Regionale per la Conservazione e la Promozione della Cultura Tradizionale Arges ha organizzato domenica 6 marzo 2016 la IX edizione dell’evento “Insieme per conoscerci meglio alla Festa del Martisor”, evento presentato da Lavinia Sandru ed Eugen Terteleac.

L’evento è stato aperto dall’interprete di musica popolare Marius Petrisor, che ha riscaldato l’atmosfera con una serie di melodie dell’Olt, intorno alle ore 14:45. Sono seguiti gli strumentisti dell’Orchestra “Doina Argesului” del Centro Regionale per la Conservazione e Promozione della Cultura Tradizionale Arges, che hanno celebrato in quest’occasione 60 anni di esistenza, si legge in un comunicato dell’Associazione dei Romeni in Italia.

In una formula maratona, sono entrati in scena a incantare il pubblico con un repertorio ricco e variegato, i solisti Cristina Turcu-Preda, Valentin Grigorescu, Veronica Dinu, Daniela Cernea Leon, Diana Calinescu, George Nedelea e Nicu Toni. Hanno partecipato all’evento anche i rappresentanti delle più importanti istituzioni di Romania, il Parlamento, la Presidenza e il Governo, ma anche rappresentanti del mondo politico e istituzionale di Roma.

Alfio Marchini ha salutato la comunità romena

Il candidato indipendente al comune di Roma, Alfio Marchini, ha salutato la comunità romena e ha espresso il proprio interesse nel creare un legame diretto tra Roma e lo stato romeno, collaborazione con cui intende sostenere l’integrazione, il rimpatrio dei romeni che desiderino tornare a casa e di quelli che desiderino venire a lavorare a Roma. Alla fine del suo discorso, Alfio Marchini ha invitato la comunità dei romeni di Roma a nominare un candidato consigliere al comune di Roma sulla lista civica Alfio Marchini.

Il presidente ARI, Eugen Terteleac, in apertura e durante lo spettacolo, ha presentato l’attività dell’associazione e ha lanciato l’appello “Occupate i partiti”. “Onorevoli colleghi, membri ARI, signore e signorine, sempre qui, in questa sala, nell’ottobre del 2014 abbiamo organizzato un evento per consolidare la responsabilità civica tra i romeni della diaspora e della Romania. Allora abbiamo lanciato l’appello “Votate anche per noi”, rivolto ai parenti rimasti a casa di uscire in gran numero per votare. Chiedevamo solidarietà per la beffa che dovevamo sopportare in occasione delle elezioni presidenziali del 2014. Adesso, ritorno con un altro appello rivolto ai romeni rimasti in patria e ai romeni all’estero: “Occupate i partiti”. La società civile, la gente uscita in strada, deve iscriversi in un partito e richiedere elezioni a tutti i livelli, in modo trasparente. Dobbiamo realizzare quest’azione in diaspora e dare un esempio al paese. Dobbiamo diffondere questo “modello” in tutti i paesi e comuni, forzare la riforma dei partiti a livello regionale e arrivare così fino a livello centrale. Occupate i partiti! Quelli della Romania e le filiale all’estero”; ha affermato Alfio Marchini.

Sandra Pralong, capo del Dipartimento per la Relazione con i Romeni all’Estero all’interno dell’amministrazione presidenziale, è stata ricevuta con applausi. Il segretario di stato ha inviato il messaggio del Presidente della Romania, invitando i romeni all’unità. Dan Stoenescu, il ministro delegato per la relazione con i romeni all’estero, ha inviato un messaggio da parte del Governo della Romania. Nel suo discorso, il ministro ha esortato i romeni ad essere più uniti, chiedendo loro di partecipare alla vita politica italiana. Inoltre, il ministro Stoenescu ha espresso il desiderio di incontrare più consiglieri romeni nei comuni d’Italia, in occasione della prossima visita.

Un piccolo incidente ha avuto luogo durante il discorso del ministro delegato, fischiato dalla sala per qualche secondo. L’organizzatore principale dell’evento, Eugen Terteleac, ha comentato così: “un gruppo di romeni, rappresentanti di alcuni partiti della Romania si sono manifestati così. Li conosciamo, hanno creato problemi anche in altri eventi organizzati da ARI. Tutti i romeni presenti all’evento sanno che questo governo è all’inizio del mandato. Il ministero Stoenescu svolge questa attività da poco tempo. Le critiche, i fischi in questo caso, sono premature. Propongo di accordargli ancora un po’ di tempo, perché faccia qualcosa di buono o di cattivo, e poi lo fischiamo”.

Intorno alle ore 18:00, Ana Maria Patraru, presidente dell’Autorità Elettorale Permanente della Romania, ha presentato al pubblico presente alcune novità riguardo il voto per corrispondenza. In chiusura, il soprano Felicia Filip ha sostenuto un recital commovente di circa 30 minuti. Soprannominata dai grandi critici dell’opera “regina della Traviata”, durante il recital ha ricevuto una marea di fiori.

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Contrasti e Incontri – Universo femminile, presso l’Accademia Romena di Roma

 

L’Associazione dei Professionisti Romeni in Italia, sabato e domenica 5-6 marzo, ha organizzato la manifestazione “Contasti e incontri – Universo femminile”. Artiste romene e italiane hanno collaborato tra loro per dar prova della loro maestria creativa e dello spirito libero femminile in opere originali e ispirate, scrive emigrantul.it

L’evento si è aperto con con le parole del presidente dell’Associazione dei Professionisti Romeni in Italia, l’ingegnere Cornelia Cocos, in merito alle nuove provocazioni del mondo moderno in cui la donna occupa un ruolo sempre più importante, delle differenze e delle problematiche del mondo sviluppato in modo ineguale, in cui la donna è trattata in modi diversi. Sono poi intervenute, la giornalista Miruna Cajvaneanu (Associazione Europaeus), che ha raccontato gli esempi di donne romene professioniste, attrici e ricercatrici che vivono e lavorano in Italia ma sono meno conosciute, la giornalista Anca Mihai (Associazione Humaa4Human) che ha presentato una situazione meno conosciuta, quella delle donne romene nelle prigioni d’Italia ma anche degli avvocati donne, sempre più numerose nella Penisola, e Ioana Podosu, rappresentante dell’Ufficio del Turismo della Romania a Roma, che ha sottolineato il ruolo delle donne nel turismo romeno, sempre più importante nell’ultimo periodo.

La Sala Esposizioni dell’Accademia ha inoltre ospitato una presentazione delle creazioni di Giulia Praticò, una collezione di gioielli d’ispirazione etrusca, le artiste Anca Elena Dinca e Cinzia Campanella che hanno presentato abiti d’ispirazione moderna e dipinti a mano, gli studi in colori naturali su carta, eseguito da Teresa Caroleo, i cuscini ricamati dall’atelier Ely & Edy, dell’instancabile Elena Dascalu. Un tocco di colore e allegria è stato portato dalle creazioni di Nicoleta Merchea, fatte di cuscini e bambole realizzate a mano con tanta inventività e grazia. Molti dei presenti hanno acquistato una parte dei lavori esposti, soprattutto le bambole, molto simpatiche, sono andate a ruba. La sala è stata decorata da un’eccellente mostra di fotografie sulla donna, realizzata dall’ingegnere Nico Diaconescu, tramite immagini catturate in oltre 40 paesi del mondo, insieme alle decorazioni floreali di Mirela Mentel, che lavora in quest’ambito da molti anni, scrive ancora la fonte citata.

 

 

 

Miss Mama, a Velletri

 

Diventata una festa importante per l’Associazione dei Romeni di Velletri, alcune donne volenterose e sempre attive nella comunità, hanno messo insieme un gruppo di oltre 70 signore, signorine ma anche mariti e bambini per una festa romena. Il luogo, un vecchio maniero del 1500 sulle colli nei dintorni della città di Velletri, è stato l’ambiente ideale per creare una vera festa, scrive Emigrantul.it.

Miss Mama ha coinvolto 20 donne sposate, dalle più giovani fino alle mogli della terza, belle nei vestiti, eleganti, ma soprattutto, belle nel loro modo di essere mamme, mogli e anche nonne, sempre attente ai propri cari, per cui si sacrificano ogni giorno”, scrive la fonte citata.

La musica della band Hauca, i versi del poeta Alexandru Paraschiv, l’allegria dei partecipanti provenienti da Velletri ma anche dalle località limitrofe o direttamente da Roma, il buon cibo, la grappa romena e il divertimento sono stati gli ingredienti di questa domenica speciale, trascorsa dalla comunità dei romeni d’Italia.

 

 

644.000 romene vivono in Italia

 

 

In Italia vivono 1.131.839 romeni, di cui il 57% sono donne, secondo Romania-italia.net. Così, secondo le ultime statistiche ufficiali, nella Penisola, ben  644.636 signore e signorine connazionali hanno celebrato il loro giorno, cioé più della popolazione di Cluj e Iasi messe insieme.

La maggior parte delle romene della Penisola lavora nell’ambito dell’assistenza a domicilio e nell’ambito sanitario, assunte come assistenti e infermiere. Una buona parte ha contratti di lavoro nel settore turistico: hotel, ristoranti o imprese di catering.

I rapporti statistici (IDOS, 2015) mostrano che, rispetto alle rappresentante di altre comunità straniere d’Italia, nella gran parte dei casi le romene cercano costantemente lavoro, anche se hanno una famiglia e bambini da crescere.

“Per fare un paragone: la gran parte delle donne che provengono da paesi africani o asiatici, quali Marocco o Bangladesh, si occupano solo della famiglia, mentre sono i mariti ad assicurare il reddito della famiglia. Le romene tuttavia, come altre donne di origine est europea, quando diventano madri lasciano solo brevemente il posto di lavoro, per riprendere l’attività appena i bambini possono andare all’asilo nido o alla scuola materna”; scrive la fonte citata.

Le statistiche mostrano che i cittadini stranieri che vengono a lavorare in Italia hanno un livello di educazione superiore alla media italiana, ma accettano di essere assunti con qualifiche inferiori rispetto alla preparazione professionale di partenza.

“Sul posto di lavoro, le donne di un’altra cittadinanza che quella italiana hanno uno stipendio inferiore di circa il 32,4%. Inoltre, subiscono una doppia discriminazione, se teniamo conto del fatto che sono pagate ancora meno dei loro connazionali di sesso maschile – con circa il 27%”, si legge sul site menzionato.

La situazione difficile delle donne che provengono dall’est Europa, in primo luogo delle romene, è oggetto di numerosi studi.

Un rapporto del 2015 dell’Unione Europea rispetto al traffico di esseri umani, ripreso dai rapporti statistici italiani, mostra che le vittime più numerose con cittadinanza europea, a cadere nelle reti dei trafficanti e nei circuiti di sfruttamento sessuale, provengono dalla Bulgaria e Romania.

Molte romene soffrono anche di altre forme di sfruttamento sul posto di lavoro. Il caso di centinaia di schiave romene sfruttate nelle serre della Sicilia è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica nel 2014 e nel 2015 dai giornalisti del settimanale Espresso, e poi ripreso da tutta la stampa italiana.

Malgrado gli ostacoli incontrati, le romene trovano spesso la forza di reagire alle difficoltà. La capacità di reazione in situazioni di grande stress è stata chiamata da psicologi e sociologi “resilienza”, e gli esperti in immigrazione ritengono sia applicabile in casi direttamente legati al fenomeno migratorio romeno: alle donne e soprattutto ai giovani, le cui madri sono partite all’estero per lavorare.

Così, Antonio Ricci, ricercatore esperto d’immigrazione, ha spiegato il fenomeno in un’intervista precedente per Hotnews.ro: “Si tratta di una generazione che risponde alle difficoltà in modo positivo ed energico, di giovani che sanno trovare la forza necessaria per resistere e andare avanti con una energia più grande rispetto ai loro coetanei. Praticamente, una generazione che sa vedere la parte migliore di un’esperienza con potenziale negativo”.

 

Il numero delle imprenditrici romene cresce

 

Il numero delle imprese aperte dai romeni nella Penisola cresce, e il 20,8% del totale degli imprenditori romeni sono donne. Parliamo di romene che aprono la propria impresa di pulizia, il proprio negozio alimentare o un ristorante.

“Uno degli esempi più rappresentativi è quello di Maria Stefanache, romena nominalizzata nel 2015 tra i migliori 15 imprenditori stranieri d’Italia all’interno della competizione MoneyGram Award. La regista, stabilitasi da molti anni a Milano, ha aperto la propria impresa di consulenza nell’ambito della comunicazione, con numerosi clienti nel mondo degli affari, sia in Italia che in altri paesi europei”, si legge su Romania-italia.net.

 

Le signore implicate anche in politica

 

Nel mese di giugno avranno luogo le elezioni locali in oltre 1.300 città della Penisola, tra cui Roma, Milano e Torino, dove abitano importanti comunità di romeni. Negli ultimi anni, numerose romene si sono candidate per la carica di consiglieri locali nei comuni d’Italia. Il primo consigliere romeno scelto è stata una donna: si tratta di Leontina Ionescu, scelta a Marcellina, una località vicino Roma.

Sempre una romena è anche il primo consigliere eletto in una città importarte. A solo 31 anni, Nona Evghenie ha vinto nel 2009 le elezioni a Padova con lo slogan “più culture, una sola città”.

 

Dana Purgaru

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